Il 17 ottobre, Villa Zileri a Monteviale (VI) ha ospitato il convegno “Oltre i Confini – Radici di Humus, Storie di Humanitas” [inserire link al suo sito], nel contesto della 4ª edizione del progetto Giornata delle Ville Venete 2025 [inserire link al suo sito] (17–19 ottobre). L’incontro, inserito tra i side event della Biennale della Sostenibilità 2025, ha approfondito l’identità delle dimore storiche venete a partire dal legame etimologico tra la terra fertile — humus — e il capitale umano — humanitas, analizzando come le antiche “case de villa” si siano evolute da centri di produzione agricola a moderni hub multifunzionali.
Il confronto si è focalizzato sulla capacità delle ville di rappresentare oggi un modello di gestione che integra agricoltura d’eccellenza, tutela del paesaggio e apertura alla comunità. Il passaggio dalle origini produttive all’attuale vocazione turistica e culturale delinea una continuità storica in cui l’attività economica rimane vincolata alla conservazione della memoria e alla responsabilità ambientale.
«Radici di Humus, Storie di Humanitas – ha dichiarato il Direttore Generale VSF Alessandro Costa – si inserisce nel palinsesto della Biennale della Sostenibilità di VSF, intitolata quest’anno Urbs et Civitas, per la coerenza con la sua cornice tematica. Ritroviamo affinità e assonanze nel mettere al centro la relazione tra il territorio e la comunità che lo vive. Promuovere un modello di sostenibilità integrata per Venezia e per il territorio veneto – nella missione di VSF – significa partire da questo legame. Le Ville Venete, veri hub culturali, storici e civici, rendono evidenti come patrimonio culturale, cura del paesaggio e sviluppo sostenibile del territorio possano procedere insieme. La sostenibilità è un percorso condiviso che diventa realtà solo attraverso una rete di luoghi, persone e competenze. Nei nostri scopi, perseguiamo una sostenibilità integrata nelle sue quattro dimensioni – ambientale, sociale, economica e culturale – e le Ville Venete le rappresentano in modo esemplare».



