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Clima e flussi turistici: il confronto promosso da VSF all’Economic Forum di Karpacz

Pubblicato il 25 Settembre 2026
News

Oltre 6.500 partecipanti provenienti da 55 Paesi e più di 500 appuntamenti tra sessioni plenarie, panel e incontri di approfondimento. Con questi numeri si è conclusa la 35ª edizione dell’Economic Forum di Karpacz, svoltasi dall’8 al 10 settembre 2026 e dedicata al tema “Architecture of a New Order – Stability in Times of Change”. Per tre giorni la località polacca ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle imprese, del mondo accademico e della cultura per discutere le trasformazioni che stanno ridefinendo gli equilibri politici, economici e sociali in Europa e a livello internazionale.
La dimensione internazionale del Forum è stata confermata dalla presenza di oltre 900 partecipanti stranieri, tra cui Nick Adams, inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Guoxin Su, Presidente del consiglio di amministrazione di CITIC Europe. Il Regions Forum ha inoltre coinvolto più di 1.200 rappresentanti degli enti locali. Ampia anche la partecipazione delle imprese, con 170 aziende partner (+ 15% rispetto al 2024), e del mondo della ricerca, rappresentato da oltre 600 accademici di 150 istituzioni universitarie. Il programma ha ospitato anche rapporti e iniziative dedicati a infrastrutture, sicurezza, salute e sviluppo regionale.
In questo quadro si è inserita la partecipazione di VSF. Per la prima volta la Fondazione ha curato un proprio panel incluso nel programma ufficiale del Forum: “Between Two Pressures – Climate Risk and People Flows in Tourist Cities”, dedicato alle due pressioni che interessano in misura crescente le città turistiche: gli effetti del cambiamento climatico e la concentrazione dei flussi di visitatori.
Pur avendo origini diverse, i due fenomeni investono gli stessi sistemi urbani. Eventi meteorologici estremi e innalzamento del livello del mare si intrecciano con le pressioni del turismo sulle comunità locali in termini di mobilità, spazi pubblici, residenzialità e occupazione. Il punto di contatto è in una governance che comprenda le condizioni in evoluzione e riconosca le criticità per intervenire prima che gli impatti diventino di difficile gestione.
Moderato da Damiano De Marchi, project manager dell’area Turismo Sostenibile di VSF, il panel ha riunito Anna Pilarczyk, sindaca di Ogrodzieniec; Mónika Besenyei, direttrice del Climate Policy Institute del Mathias Corvinus Collegium; Rafal Zwolak, sindaco di Zamosc e Alessandro Moricca, amministratore delegato di Consap. Il tema è stato così affrontato da diverse prospettive collegando flussi, politiche climatiche, rischio assicurativo e collaborazione pubblico-privato.
Il caso di Venezia ha offerto il punto di partenza per il confronto. La città convive infatti con una duplice forma di “inondazione”: quella legata alle maree e quella, di natura diversa, determinata dall’elevata presenza di visitatori (34,5 milioni annui secondo la stima di VSF). Da un lato, il sistema MOSE protegge Venezia e la sua laguna dagli eventi di acqua alta; dall’altro, l’analisi dei flussi di city user permette di misurarne l’intensità e la distribuzione valutandone l’impatto sul sistema urbano e metropolitano. In entrambi i casi, misurazione, monitoraggio e capacità previsionale sono indispensabili per superare una gestione puramente reattiva e individuare in anticipo strategie efficaci.
L’esperienza dei sindaci delle due cittadini ha spostato l’attenzione sulle città nelle quali la crescita turistica costituisce un’opportunità e, insieme, un processo da governare. Valorizzare un territorio richiede strumenti capaci di conciliare attrattività, servizi e vita quotidiana dei residenti, coinvolgendo amministrazioni, operatori e comunità nella progettazione di un turismo sostenibile, integrato con le esigenze sociali e ambientali.
Sul fronte climatico, il confronto ha evidenziato il contributo di piattaforme digitali e dati pubblici aperti alla lettura dei fenomeni ambientali e turistici. Le informazioni, però, devono accompagnarsi a competenze adeguate, responsabilità chiare e decisioni coordinate. Formazione, semplificazione normativa e incentivi alla transizione sono quindi parti di una strategia che coinvolge istituzioni, imprese e cittadini.
La gestione del rischio è stata affrontata anche nella dimensione economica e assicurativa. Prevenzione, adattamento e copertura dei danni svolgono funzioni diverse ma connesse e richiedono un equilibrio tra responsabilità pubbliche e private. I dati permettono di valutare l’esposizione ai rischi, orientare le decisioni e predisporre strumenti per affrontare le crisi e sostenere la ricostruzione.
Dal panel è emersa così una prospettiva comune: né il cambiamento climatico né la pressione turistica possono essere affrontati soltanto quando producono un’emergenza. Servono infrastrutture resilienti, sistemi di previsione, conoscenze condivise e una collaborazione stabile tra soggetti pubblici e privati. Venezia non è stata proposta solo come un modello da replicare, ma come un caso utile ad aprire un confronto tra territori diversi. Le soluzioni devono infatti adattarsi alle caratteristiche geografiche, economiche e sociali di ciascuna città, mantenendo fermo un obiettivo: anticipare gli impatti, proteggere i luoghi e preservare la qualità della vita delle comunità.

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